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Erik Saglia, Una tranquilla Apocalisse (Yellow), 2020 / Courtesy Thomas Brambilla
Desiderio. Preludio
15 Set – 5 nov 2023
Société Interludio

DESIDERIO – PRELUDIO è il capitolo introduttivo di un progetto più ampio incentrato sul “desiderio come apertura all’Altro, come trascendenza, come invocazione di una possibilità rispetto a quella offerta dalla mera presenza dell’esistente” (Massimo Recalcati, Ritratti del Desiderio, Raffaello Cortina Editore, 2018).

DESIDERIO, concepito durante la pandemia e sviluppato negli anni successivi, è un viaggio a tappe che racconta una visione curatoriale prima ancora che galleristica: una serie di punti luminosi uniti da reti invisibili che si riconoscono nel segno della collaborazione e in un obiettivo comune. Société Interludio, attraverso la partnership con altre realtà, diventa collettore e contenitore di un dialogo tra galleristi, opere, artisti e generazioni, confermando la sua identità collaborativa e la sua visione della galleria d’arte contemporanea come luogo di condivisione, ricerca, sperimentazione e cura.

DESIDERIO (dal latino de-sidera; mancanza – de – di stelle – sidera –) porta nel suo eponimo la dimensione dell’attesa in una condizione in cui le stelle sono assenti. Da qui l’anelito verso l’Altrove, la veglia attenta e nostalgica fino alla loro ricomparsa, il monito di una penuria che spinge a cercare la via, con la promessa che c’è spazio per l’insondabile e per un orizzonte diverso del mondo.

All’interno di questa dimensione DESIDERIO – PRELUDIO è un primo tentativo, un approccio. Accade nell’istante prima della svolta, quando tutto è ancora possibile e le stelle si preparano all’incontro.

Gli astrolabi di Ivan Grilo sembrano indicare la strada, ma la ricerca della rotta si scontra con l’imprecisione che ne condiziona il funzionamento nelle acque brasiliane, amara rivelazione della relatività all’interno di un sistema costruito su certezze apparentemente solide. L’impossibilità di orientarsi grazie a parametri che consideriamo fissi e immutabili trasforma uno strumento di salvezza in uno strumento di consapevolezza.

Nelle griglie di Erik Saglia i satelliti trovano a malapena il loro posto, faticano a restare entro margini precisi, sfidano la geometria, in continuo movimento e tensione che confondono e abbagliano. La disintegrazione delle forme conosciute e la perdita dei riferimenti prefigurano una riorganizzazione dello spazio e della materia: uno sconvolgimento di cui sono segno le dodici stelle del capitolo dodicesimo dell’Apocalisse.

L’impossibilità di seguire la rotta tracciata dalle stelle ci disorienta, ma le opportunità offerte dall’incertezza trasformano uno stato di tensione in un’apertura verso un nuovo orizzonte. Chi, in balia della nostalgia, riesce a intravederlo, può sfondare i muri e, come Davide Mancini Zanchi, restare semplicemente, sotto la sfera celeste, con gli occhi rivolti verso l’alto, alla ricerca della propria costellazione. Facendo della cupola astrale una coperta per la notte, l’artista, armato di cerbottana, si fa beffe di una distanza incolmabile e avvicina la sacralità dell’abisso al proprio corpo, che si misura con il perimetro della galleria.

Ormai elemento della stanza, insieme alle finestre, alle porte, alle lampade, le stelle accompagnano Agathe Rosa nelle sue notti insonni. Sono stelle a misura d’uomo, raccolte in una piccola e privata enciclopedia di immagini siderali su diapositive. È durante la fase che precede o segue l’incoscienza, nello spazio insondabile tra celeste e terrestre, che le distanze diventano sempre meno misurabili e le stelle finalmente si rivelano.

Il cielo e i suoi elementi infuocati si specchiano, si riflettono letteralmente, anche nelle cupole scavate nelle rocce, riattivate e fotografate da Marco Schiavone. Sia la stella che la pietra, sono materiali dal significato trascendente, nella loro apparente immutabilità. Attraverso l’incisione originale e la riproposizione odierna di un gesto sconosciuto, l’uomo prima e l’artista oggi riaffermano il legame tra terra e cosmo.

La ricerca del percorso è quasi completa e sembra ricondurre a noi stessi. È l’artista, nel suo procedere nel buio, a indicarci la strada: nel disegno di Claudio Parmiggiani una silhouette vestita di luce – forse un viaggiatore nello spazio – emerge dal proprio inconscio; nel collage di Giulio Paolini, Endimione, durante il suo sonno eterno, sembra poter contenere nelle sue membra l’intero cosmo.

Desiderio. Preludio
Sep 15 – Nov 5, 2023
Société Interludio

DESIDERIO – PRELUDIO is the introductory chapter of a larger project centred around “desire as opening to the Other, as transcendence, as invocation of a possibility than that offered by the mere presence of the existing” (Massimo Recalcati, Ritratti of Desire, Raffaello Cortina Editore, 2018).

DESIDERIO, conceived during the pandemic and developed in the following years, is a journey in stages which recounts a vision that is curatorial even more than a gallery-centered one: a series of luminous points united by invisible networks that recognize themselves in the sign of collaboration and a common goal. Société Interludio, through the partnership with other realities, becomes catcher and container of a dialogue between gallery owners, works, artists and generations, confirming its collaborative identity and its vision of contemporary art gallery as a a place of sharing, research, experimentation and care.

DESIDERIO (from the latin language de-sidera; the lack – de – of stars – sidera –) carries in its etonym the dimension of waiting in a condition where stars are absent. Hence the yearning towards the Elsewhere, the attentive and nostalgic vigil until their reappearance, the warning of a dearth that drives one to search for the way, with the promise that there is space for the unfathomable and for a different horizon of the world.

Within this dimension, DESIDERIO – PRELUDIO is a first attempt, an approach. It happens in the instant before the turning point, when everything is still possible and the stars prepare for the encounter.

Ivan Grilo’s astrolabes seem to show the way, but the search for the route clashes with the inaccuracy which affects their functioning in Brazilian waters, a bitter revelation of relativity within a system built on supposedly solid certainties. The impossibility of orienting ourselves thanks to parameters that we consider fixed and immutable transforms an instrument of salvation into an instrument of awareness.

Within Erik Saglia’s grids, the satellites barely find their place, they struggle to stay within precise margins, they defy geometry, in continuous movement and tension that confuse and dazzle. The disintegration of known forms and the loss of references

foreshadow a reorganization of space and matter: a disruption that the twelve stars of the twelfth chapter of Revelation are a sign of.

The impossibility of following the course marked out by the stars disorients us, but the opportunities offered by uncertainty change a state of tension into an opening towards a new horizon. Who, at the mercy of nostalgia, manages to get a glimpse of it, can break through the walls and, like Davide Mancini Zanchi, simply stand, under the celestial sphere, with eyes turned upwards, in search of his own constellation. Making the astral dome a blanket for the night, the artist, armed with a blowpipe, mocks an unbridgeable distance and brings the sacredness of the abyss closer to his own body, which measures itself with the perimeter of the gallery.

By now an element of the room, along with windows, doors, lamps, the stars keep company to Agathe Rosa through her sleepless nights. They are stars on a human scale, collected in a small and private encyclopedia of sidereal images on slides. It is during the phase that precedes or follows unconsciousness, in the unfathomable space between celestial and terrestrial, that distances become less and less measurable and the stars finally reveal themselves.

The sky and its fiery elements are also mirrored, literally reflected, in the cupules [‘cup and ring marks’ or ‘coppelle’, TN] carved into rocks which are reactivated and photographed by Marco Schiavone. Both star and stone, are materials of transcendent significance, in their apparent immutability. Through the original engraving and today’s re-proposition of an unknown gesture, the man first and the artist today restate the link between earth and cosmos.

The search for the route is almost complete and seems to lead back to ourselves. It is the artist, in his proceeding through the dark, to show us the way: in Claudio Parmiggiani’s drawing a silhouette dressed in light – perhaps a traveler in space – emerges from its own unconsciousness; in Giulio Paolini’s collage Endymion, during his eternal sleep, appears to be able to contain in his limbs the entire cosmos.

Société Interludio
Société Interludio vuole essere un luogo di intermezzo, di arte e di riflessione, a cui ogni spettatore può concedersi nella sua vita quotidiana.
Société Interludio
Société Interludio intends to be a place of interlude, of art and reflection, which every spectator can indulge in his daily life.
Nika Neelova: Thaw
Vernissage 3 nov 2023
Noire Gallery
Nika Neelova ridisegna lo spazio e reinventa racconti ancestrali e post-apocalittici, utilizzando materiali architettonici e oggetti di recupero che rivelano le informazioni già presenti e la moltitudine di quelle nascoste al suo interno.
Nika Neelova: Thaw
Vernissage Nov 3, 2023
Noire Gallery
Nika Neelova redesigns space and reinvents ancestral and post-apocalyptic tales, using architectural materials and reclaimed objects that reveal the information already present and the multitude of those hidden within.
Rebeca Romero / A Conversation
Vincitrice Premio OGR 2023
Beatrice Sacco / Artpil
"Quando si lavora con e attraverso i manufatti è impossibile non chiedersi che vita abbiano avuto un tempo, il contesto in cui sono stati realizzati e come sono stati utilizzati. Esploro il loro potere narrativo e spirituale..."
Rebeca Romero / A Conversation
Winner OGR Award 2023
Beatrice Sacco / Artpil
"When you work with artefacts it is impossible not to wonder about the life they once had, the context in which they were made and how they were used. I explore their narrative and spiritual power..."
Sara Enrico: Tainted Lovers
3 nov 2023 – 11 feb 2024
OGR
La mostra raccoglie una serie di opere realizzate tramite una sofisticata manipolazione di materiali, dal tessuto al cemento fino alla gommapiuma, e allestite in una inedita installazione.
Sara Enrico: Tainted Lovers
Nov 3, 2023 – Feb 11, 2024
OGR
The exhibition brings together a series of works crafted through a sophisticated manipulation of materials, including fabric, concrete, and foam rubber, arranged in an unprecedented installation within the exhibition space.
The Phair / Photo Art The Phair
3-5 maggio, 2024
OGR
The Phair si rivolge ad alcune delle più prestigiose gallerie d’arte contemporanea che, in occasione della fiera, presentano dei progetti artistici legati al tema dell’immagine e opere create con materiale fotografico o video.​
The Phair / Photo Art Fair
May 3–5, 2024
OGR
The Phair is addressed to some of the leading contemporary art galleries that, on the occasion of the fair, showcase an artistic project related to the theme of the image and art works created with photographic or video material.​
Paratissima 2023: Eye Contact
1–5 nov 2023
Paratissima
La collaborazione tra IAAD e Paratissima ha visto lo sviluppo di una proposta di tema per la XIX edizione di Paratissima da parte degli studenti del corso di Communication Design.
Paratissima 2023: Eye Contact
Nov 1–5,2023
Paratissima
The collaboration between IAAD and Paratissima saw the development of a theme proposal for the 19th edition of Paratissima by the students of the Communication Design course.
Michelangelo Pistoletto. Molti di uno
2 nov 2023 – 25 feb 2024
Castello di Rivoli
Il Castello di Rivoli presenta una grande mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) in occasione del suo novantesimo compleanno.
Michelangelo Pistoletto. Many from One
Nov 2, 2023 – Feb 25, 2024
Castello di Rivoli
Castello di Rivoli presents a major exhibition dedicated to Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) on the occasion of his ninetieth birthday.