Alla sua quattordicesima edizione, Flashback prosegue il proprio percorso di ricerca attorno al tempo come dimensione critica e attiva dell’opera d’arte.
Con IN TIME come titolo e campo di indagine, la fiera rinnova la propria visione – l’arte è tutta contemporanea – interrogando il tempo non come semplice successione cronologica, ma come valore, condizione e possibilità di esistenza nel presente.
IN TIME significa anche essere “in tempo” nel proprio tempo: capaci di intercettarne le tensioni, le urgenze e le trasformazioni. In questo senso, essere contemporanei non coincide con una datazione, ma con una posizione critica, con la capacità di abitare il presente e di renderlo leggibile. Il titolo prende spunto dal film di Andrew Niccol, che propone una visione sociologica e antropologica in cui il tempo diventa l’unica risorsa realmente disponibile, misurabile e scambiabile.
Flashback Art Fair accoglie questa suggestione come stimolo critico, invitando le gallerie a confrontarsi con il tempo come materia viva dell’opera. In questa prospettiva, l’opera d’arte diventa uno spazio capace di riattivarsi nel presente e di generare nuove letture. La XIV Edizione di Flashback Art Fair si propone così come un luogo in cui il passato non è mai concluso e il contemporaneo non è mai definitivo, ma continuamente rimesso in gioco attraverso lo sguardo, l’esperienza e il tempo dell’arte.
In its fourteenth edition, Flashback continues its exploration of time as a critical and active dimension of artwork. With IN TIME as its title and field of investigation, the fair renews its vision – all art is contemporary – examining time not as a simple chronological succession, but as a value, condition, and possibility of existence in the present.
IN TIME also means to be capable of intercepting the world’s tensions, urgencies and transformations. In this sense, being contemporary does not coincide with an historical date, but with a critical position, with the ability to inhabit the present and make it legible.
The title is inspired by Andrew Niccol’s film, which proposes a sociological and anthropological vision in which time becomes the only truly available, measurable, and exchangeable resource.
Flashback IN TIME embraces this suggestion as a critical stimulus, inviting galleries to engage with time as the living material of the work. From this perspective, the artwork becomes a space capable of reactivating itself in the present and generating new readings.






