“È un volto ma il suo apparire
È attraverso spazi luoghi di geometria confini di rilievi – vuoti luminosi
punti di incontri distanti tra
ma coincidenti per“
Marisa Merz
Due mostre, un omaggio a Marisa Merz.
Una selezione di opere scelte per l’occasione, grazie alla collaborazione della Fondazione Merz, che mette in evidenza la ricerca dell’artista sull’elaborazione dei volti sulle ‘figure’. Tema, per l’artista, non solo ricorrente ma quasi ossessivo.
In mostra disegni di grandi e piccole dimensioni su carta e su tela affiancati, in un percorso di pari passo, alle piccole sculture in argilla, elementi che compongono un pensiero filosofico e complesso dove i volti o le figure sono eseguiti attraverso la sovrapposizione di segni e materie, per mezzo di una forma originale, affinata nel corso degli anni con rigore e visione. Il lavoro di Marisa Merz è la rivelazione di un sé, una successione di volti sconosciuti e trasfigurati ma profondamente reali.
“It’s a face but its appearance
Is through spaces, places of geometry, boundaries of reliefs – luminous voids
distant meeting points in between
but coincident for“
Marisa Merz
Two exhibitions, a tribute to Marisa Merz.
A selection of works chosen for the occasion, thanks to the collaboration of the Merz Foundation, which highlights the artist’s research on the processing of faces on ‘figures’. A theme, for the artist, not only recurring but almost obsessive.
On display are drawings of large and small dimensions on paper and canvas alongside, in a parallel path, small clay sculptures, elements that compose a philosophical and complex thought where the faces or figures are created through the superposition of signs and materials, through an original form, refined over the years with rigor and vision. Marisa Merz’s work is the revelation of a self, a succession of unknown and transfigured but profoundly real faces.






