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Michelangelo Pistoletto, QRcode Possession – Self-Portrait, 2022 © Courtesy Cittadellarte
Michelangelo Pistoletto. Molti di uno
2 nov 2023 – 25 feb 2024
Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli presenta una grande mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) in occasione del suo novantesimo compleanno. Allestita negli spazi della Manica Lunga, il progetto dell’artista Molti di uno reinventa l’architettura ortogonale della Manica Lunga trasformandola in uno stupefacente groviglio armonioso, un dispositivo urbano irregolare e libero attraverso il quale raccogliere e rileggere tutta la sua arte in un gigantesco autoritratto che funziona come la mappa di una Città ideale dell’avvenire.

“Pistoletto è una delle figure dell’arte contemporanea a livello globale più poliedriche, innovative, creative e aurorali”, afferma Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. “Attivo già nella seconda metà del ventesimo secolo, è capace di reimmaginare il mondo nel ventunesimo secolo attraverso la sua ‘formula della creazione’, all’insegna di un nuovo equilibrio trinamico tra naturale e artificiale che egli chiama Terzo Paradiso”.

Pistoletto è tra gli artisti che hanno ridefinito il concetto di arte a partire dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso attraverso l’Arte povera. Già dalla prima metà degli anni cinquanta, l’artista si interroga sul concetto di identità personale e intraprende la via dell’autoritratto come espressione emblematica del suo pensiero secondo il quale il soggetto individuale prende vita in relazione agli altri divenendo un soggetto plurale. Dal 1962 realizza quadri specchianti, nei quali chi guarda e il mondo entrano nell’opera. Il superamento delle frontiere segnate dalla dimensione solo pittorica ha rappresentato per Pistoletto l’apertura a un paesaggio che si affaccia sulla contemporaneità dell’esistenza.

“Ideata per la Manica Lunga”, afferma Marcella Beccaria, “Molti di uno è una città dell’Arte strutturata come architettura percorribile e composta da 29 Uffizi o stanze. Disegnati come spazi aperti e collegati tra loro, gli Uffizi includono metaverso, arte, scienza, filosofia, legge, diritto, architettura, comunicazione, politica, ecologia, sorveglianza, sport, matematica, spiritualità, religione, mitologia, formazione, nutrimento, simbologia, cosmologia, design, sepoltura, storia, urbanistica, moda, spazio, scrittura, salute, informatica, natura. I 29 Uffizi espongono la struttura che secondo l’artista è alla base della vita civile e sociale proponendo una vasta rete di interrelazioni e una propositiva condizione dinamica tesa ad abbattere muri e separazioni”.

I 29 Uffizi sono tra loro comunicanti e interconnessi attraverso una serie di porte, ciascuna recante sull’architrave l’indicazione dell’attività specifica. La forma delle porte riprende il Segno Arte. Concepito dall’artista nel 1976, il Segno Arte è dato dall’intersezione di due triangoli, inscrivendo idealmente un corpo umano con braccia alzate e gambe divaricate. Il primo concetto di una architettura nell’architettura risale a Porte – Uffizi al MuHKA – Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen di Anversa. Riprende e sviluppa un precedente (Le Porte di Palazzo Fabroni) del 1995 ed è un dispositivo espositivo utilizzato più volte da allora, ma sempre rispecchiando una classificazione che si potrebbe dare alla società di quel momento e proponendo contemporaneamente una città ideale. L’articolazione della città in Uffizi riprende una riflessione alla quale l’artista ha dedicato spazio in La Formula della Creazione, 2022, libro nel quale egli esamina il proprio percorso, identificando 31 passi che, conducendo alla genesi di una nuova società, diventano punti cardinali alla base della Formula della Creazione.

La mostra svelerà una nuova opera-azione partecipativa nell’Uffizio Sorveglianza.
“Ma questa città futura è anche una città tecnologica, dei social media, e dell’intelligenza artificiale,” afferma Christov-Bakargiev, “è un mondo in cui lo specchio di un controllo costante, invisibile e ubiquo può portare alla necessità di reimmaginare la nozione di libertà. Cosa significa un mondo di homo cellularis, i cui gesti minimi sono registrati, misurati, archiviati, “estratti” a scopi predittivi? Uno specchio tecnologico che può rendere gli umani schiavi delle macchine AI, oppure capaci di crescere verso paradisi inattesi, a seconda di come, più o meno responsabilmente ed eticamente, verranno usati questi strumenti dai nostri discendenti? A questo Pistoletto ci fa riflettere, più che umanamente”.

All’interno della visione di una nuova comunità eticamente responsabile, la mostra è anche un dispositivo per coinvolgere le persone, a partire dai lavoratori che a vario titolo operano all’interno e orbitano attorno al Museo rendendolo un microcosmo di una possibile città ideale. Ogni giorno, una persona dotata di un sapere e di una prassi specifica in un’area per la quale esiste uno dei 29 Uffizi sarà il responsabile catalizzatore della giornata: ad esempio un addetto stampa sarà responsabile dell’Uffizio Comunicazione, mentre il medico competente potrebbe collaborare in una giornata dedicata all’Uffizio Salute, tanto quanto un’Artenauta potrebbe condurre una giornata sull’educazione, così come un responsabile della caffetteria potrebbe seguire la giornata dedicata all’Uffizio Nutrimento, il giardiniere essere responsabile dell’Uffizio Ecologia e un curatore quello dell’Uffizio Arte, mentre una bibliotecaria potrebbe occuparsi della giornata dedicata all’Uffizio Scrittura. In questa maniera l’artista revitalizza e reinventa il concetto di mostra temporanea e contribuisce a realizzare pragmaticamente un nuovo mondo basato sulla Demopraxia.

Michelangelo Pistoletto. Many from One
Nov 2, 2023 – Feb 25, 2024
Castello di Rivoli

Castello di Rivoli presents a major exhibition dedicated to Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) on the occasion of his ninetieth birthday. Set up in the vast spaces of the Manica Lunga wing of the castle, Pistoletto’s Molti di uno (Many from One) reinvents the linear picture gallery architecture of the Manica Lunga, transforming it into an irregular and free-form urban device through which to collect and reread all his art in a gigantic self-portrait which works like the map of an ideal city of the future.

“Pistoletto is one of the most multifaceted, innovative, creative and visionary figures of contemporary art on a global level,” says Carolyn Christov-Bakargiev, Director of Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. “Already active in the second half of the twentieth century, he is capable of reimagining the world in the twenty-first century through his ‘formula of creation’, in the name of a new ‘trinamic’ balance between the natural and artificial that he calls the Third Paradise.”

Pistoletto is among the artists who have redefined the concept of art since the mid-sixties of the last century through Arte Povera. Already from the first half of the 1950s, the artist questioned the concept of personal identity and embarked on the path of the self-portrait as an emblematic expression of his thought according to which the individual subject comes to life in relation to others, becoming a plural subject. Since 1962 he has been creating mirror paintings, in which the viewer and the world enter the work. Overcoming the boundaries marked by the purely pictorial dimension represented for Pistoletto the opening to a landscape that overlooks the contemporaneity of existence.

“Designed for the Manica Lunga,” says Marcella Beccaria, “Molti di uno is a city of art structured as walkable architecture and made up of 29 Uffizi (Offices) or rooms. Designed as open and connected spaces, the Uffizi include metaverse, art, science, philosophy, law, law, architecture, communication, politics, ecology, surveillance, sports, mathematics, spirituality, religion, mythology, education, nourishment, symbolism, cosmology, design, burial, history, urban planning, fashion, space, writing, health, information technology, nature. The 29 Uffizi expose the structure which, according to the artist, is the basis of civil and social life, proposing a vast network of interrelations and a proactive dynamic condition aimed at breaking down walls and separations.”

The 29 Uffizi are communicating with each other and interconnected through a series of doors, each bearing the sign of the specific activity on the architrave. The shape of the doors reflects the Segno Arte (Sign Art). Conceived by the artist in 1976, the Segno Arte is given by the intersection of two triangles, ideally inscribing a human body with arms raised and legs apart. The first concept of an architecture within an architecture dates back to Porte – Uffizi (Doors – Uffizi) at the MuHKA – Museum van Hedendaagse Kunst Antwerpen in Antwerp. It stems from the earlier Le Porte di Palazzo Fabroni (The Doors of Palazzo Fabroni) created in Pistoia in 1995. Pistoletto used this exhibition device several times since then, but always reflecting a classification that could be given to the society of that moment and simultaneously proposing an ideal city. The division of the city into Uffizi takes up a reflection to which the artist has dedicated space in his La Formula della Creazione (The Formula of Creation), 2022, a book in which he examines his own path, identifying 31 steps which, leading to the genesis of a new society, become cardinal points at the basis of the Formula of Creation.

The exhibition will reveal a new participatory work-action in the Surveillance Uffizio.
“But this future city is also a city of technology, social media, and artificial intelligence,” says Christov-Bakargiev, “it is a world in which the mirror of constant, invisible and ubiquitous control can lead to the need to reimagine the notion of freedom. What does a world of homo cellularis mean, whose minimal gestures are recorded, measured, archived, and indeed extracted for predictive purposes? A technological mirror that can make humans slaves to AI machines, or capable of growing towards false paradises, depending on how responsibly and ethically these tools will be used by our descendants? Pistoletto makes us reflect on this, more than humanly.”

Within the vision of a new ethically responsible community, the exhibition is also a device to involve people, starting from the workers who in various capacities operate within and orbit around the Museum, making it a microcosm of a possible ideal city. Every day, a person equipped with specific knowledge and practice in an area for which one of the 29 Uffizi exists will be the responsible catalyst of the day: for example a press officer will be responsible for the Communication Uffizio, while the competent doctor could collaborate in a day dedicated to the Health Uffizio, just as an Artenaut could lead a day on education, just as a cafeteria manager could follow the day dedicated to the Nutrition Uffizio, the gardener could be responsible for the Ecology Uffizio and a curator that of the Art Uffizio, while a librarian could take care of the day dedicated to the Writing Uffizio. In this way the artist revitalizes and reinvents the concept of temporary exhibition and contributes to pragmatically creating a new world based on Demopraxy.

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
La missione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è quella di promuovere la comprensione della nostra epoca attraverso l’arte e la cultura, coinvolgendo il pubblico locale e internazionale per favorire la crescita sociale e civile del territorio nel quale opera.
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
The mission of Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea is to engage local and international audiences in a deeper understanding of our present times through art and culture, while contributing to the social development of its surrounding region.
Nika Neelova: Thaw
Vernissage 3 nov 2023
Noire Gallery
Nika Neelova ridisegna lo spazio e reinventa racconti ancestrali e post-apocalittici, utilizzando materiali architettonici e oggetti di recupero che rivelano le informazioni già presenti e la moltitudine di quelle nascoste al suo interno.
Nika Neelova: Thaw
Vernissage Nov 3, 2023
Noire Gallery
Nika Neelova redesigns space and reinvents ancestral and post-apocalyptic tales, using architectural materials and reclaimed objects that reveal the information already present and the multitude of those hidden within.
Artissima 2023: Relations of Care
3–5 nov 2023 / 2 nov preview su invito
Artissima
Artissima presenta la sua nuova identità visiva, ispirata al tema di questa trentesima edizione: Relations of Care, che tra spunto da un recente saggio dell’antropologo brasiliano Renzo Taddei.
Artissima 2023: Relations of Care
Nov 3–5, 2023 / Nov 2, 2023 preview on invitation
Artissima
Artissima presents its new visual identity, reflecting the theme of this 30th edition: Relations of Care, suggested by Brazilian anthropologist Renzo Taddei in a recent essay.
Lawrence Weiner: Where The Words Start
3 nov 2023 – 3 feb 2024
Recontemporary
Con la mostra Where the Words Start, Recontemporary vuole portare l’attenzione sul lavoro video di Lawrence Weiner che, come suggerisce il titolo, parte da una riflessione sul linguaggio.
Lawrence Weiner: Where The Words Start
Nov 3, 2023 – Feb 3, 2024
Recontemporary
With the Where the Words Start exhibition, Recontemporary aims to draw attention to Lawrence Weiner’s video work, which, as the title suggests, starts with a reflection on language.
30 Under 30 Women Photographers 2023
5 Nov – 16 Dic 2023 / TAW vernissage 7 Nov 2023
Artpil / Recontemporary
Artpil è lieta di annunciare la mostra online di 30 Under 30 Women Photographers 2023 e la sua partecipazione alla Torino Art Week con un ricevimento d'artista e una proiezione delle fotografie selezionate.
30 Under 30 Women Photographers 2023
Nov 5 – Dec 16, 2023 / Reception Nov 7, 2023
Artpil / Recontemporary
Artpil proudly announces its online Exhibition of 30 Under 30 Women Photographers 2023 and its participation in Torino Art Week with an artist reception and slideshow presentation.
Dove finiscono le tracce
26 ott – 12 nov 2023
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT
Dove finiscono le tracce riprende il concetto di “patrimonio diffuso”, principio chiave dell’identità della nostra Fondazione, e lo traduce in una mostra dislocata nei luoghi simbolo di Torino.
Where traces fade away
Oct 26 – Nov 12, 2023
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT
Where the traces fade away takes up the concept of “widespread heritage”, a key principle of the identity of our Foundation, and translates it into an exhibition located in the symbolic places of Turin.
Sara Enrico: Tainted Lovers
3 nov 2023 – 11 feb 2024
OGR
La mostra raccoglie una serie di opere realizzate tramite una sofisticata manipolazione di materiali, dal tessuto al cemento fino alla gommapiuma, e allestite in una inedita installazione.
Sara Enrico: Tainted Lovers
Nov 3, 2023 – Feb 11, 2024
OGR
The exhibition brings together a series of works crafted through a sophisticated manipulation of materials, including fabric, concrete, and foam rubber, arranged in an unprecedented installation within the exhibition space.