Radici: Il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata) chiama grandi artisti e voci a interrogarsi pirandellianamente su una, nessuna, centomila identità: individuale e collettiva, di nazione e di popolo, l’identità come idea che una persona ha di sé nel contesto di una società sempre più complessa e allo stesso tempo sempre più omologata, complice la trasformazione antropologica dovuta all’avvento del consumismo che ha cambiato stili di vita e modelli culturali, come denunciò per primo Pier Paolo Pasolini negli anni del Boom. In parallelo, Radici indaga anche il tema di chi a un certo punto della sua esistenza ha deciso di espatriare e di costruire il proprio futuro altrove, venendosi a trovare come in sospeso tra due mondi e due identità. Oggi che i social media amplificano, condizionano e distorcono l’identità e che l’Intelligenza Artificiale la mette in discussione, Radici allarga il più possibile il discorso, aprendolo a idee e contenuti diversi, ponendo domande capaci di risvegliare la nostra consapevolezza.
– Giuseppe Culicchia
Radici: Il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata) calls great artists and voices to question themselves in Pirandello style about one, none, one hundred thousand identities: individual and collective, of nation and of people, identity as the idea that a person has of himself in the context of an increasingly complex society and at the same time increasingly homologated, thanks to the anthropological transformation due to the advent of consumerism which has changed lifestyles and cultural models, as Pier Paolo Pasolini was the first to denounce in the Boom years. In parallel, Radici also investigates the theme of those who at a certain point in their existence decided to expatriate and build their future elsewhere, finding themselves suspended between two worlds and two identities. Today, when social media amplify, condition and distort identity and when Artificial Intelligence calls it into question, Radici broadens the discussion as much as possible, opening it up to different ideas and contents, asking questions capable of awakening our awareness.
– Giuseppe Culicchia






